venerdì, settembre 09, 2005

Linotype & Linotipisti


Ovvero, l'arte di fondere i pensieri in piombo.

Segnalo questa perla in nome della storia.

Di chi non dimentica le origini, in pratica, come chiedere a un ferrarese se si ricorda il sapore della salama da sugo.

5 Commenti:

Anonymous Anonimo said...

bei tempi, bellissimi! e sembra roba del secolo scorso... ehm cioè, lo è...
... anche se poi, in realtà, io non sono stato un vero linotipista...

8:09 AM  
Anonymous Anonimo said...

A essere completamente onesti non sei nemmeno stato un vero tipografo...

10:13 AM  
Anonymous Anonimo said...

SBAGLIATO RAGAZZO! sono stato anche vero tipografo, almeno per circa 1 anno. prima 8 mesi alla Gamberini, poi altri 4/6 mesi alla Minigraf, quindi è cominciata la "conversione"... non come te che sei passato subito alla fotolito con la scusa del prolungamento del corso...

1:29 PM  
Anonymous Anonimo said...

Da Gamberini facevi timbri... eviterei ogni ulteriore commento...
Però devo scusarmi perchè mi ero scordato della mini (e sottolineo MINI) graf che, se non vado errato, è esperta di pubblicazioni sull'agricoltura... dire quindi che sei stato rubato alla minigraf è come dire che le tue sono braccia rubate alla ...
In ogni caso, non sono certo che 6 mesi di attività diano diritto allo spadino.




Nano: sto scherzando heeee. Che poi non te la prendi... perché lo so come sei fattttttoooooo.


O sei cambiato negli ultimi due secoli?

Ciao
Giorgio

10:35 PM  
Anonymous Anonimo said...

no, no... SEMPRE permaflex come al solito... come gli ultimi 2 secoli!!!

sempre per essere precisi i timbri fino a prova contraria, si componevano e scomponevano con caratteri a mano mentre la MINIgraf (o NANIgraf) era una normale tipolito (chiedere al sig. Silvestri), di agricoltura si parlava all'Edagricole, ma io invece fingevo di lavorare alla Calderini, altra azienda del gruppo.

8:27 AM  

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